sono io il tuo dio

Ok. Adesso riproviamo. Scriviamo le cose belle, quelle che fanno anche del bene. Dai, cosa ci vorrà mai a mettere in fila le parole che piace leggere? Basta solo abbassare il volume, attenuare le fibrillazioni ed evitare le vibrazioni mentre la puntina del tuo cervello ascolta e porta via, uno strato dietro l’altro, i solchi neri di questo flusso di parole. Dai. Riproviamo insieme ad essere semplici perché non serve molto, basta soffiare sul fuoco della normalità. Non devi per forza usare quel tuo scontroso archetto per accarezzare le righe di carta. Carta, carta, è solo carta capito? Dammi retta, anche tu puoi farcela! Puoi diventare finalmente parte del teatro artificiale… di quella élite che veste di scrittura stretta e banale. Anche tu potrai mettere piede dentro all’incantevole paradiso fatto di scrittori che non hanno niente da dire. Vedrai, vedrai come ti sentirai meglio a sfiorare colle dita quelle porte e ti sarà finalmente aperto. Ma pensa solo al tuo obiettivo e non farti distrarre. Metti all’angolo il tuo stupido ego. Ascolta me. Guardami negli occhi. Devi fare come dico. Ho costruito talenti d’arroganza mica da ridere, gente che non guarda più dove mette i piedi da così tanto tempo. Ascolta solo me. Sono ora il tuo dio e, piegandoti a me, diverrai finalmente qualcuno. Dai. Datti una ripulita. Smetti questa noiosa oscurità che ti porti sempre dietro. Allungati il sangue della droga che ti darò. Portati a letto la poesia da quattro soldi. Vedrai, vedrai come è calda la sensazione che avrai dentro le tue vene, proprio come fare sesso per la prima volta con una donna. No, cazzo noooo!! Allora non mi ascolti? Continui a scrivere seguendo quel tuo istinto. Cristo, no non ti porterà da nessuna parte. Ti comporti come le bestie che si stanno estinguendo, finirai dentro una gabbia ad urlare fino al giorno della tua morte. Cazzo nooooo, non ci siamo capiti. Devi fare come tutti gli altri… ascolta! Te lo ripeterò fino a bucarti quel cervello. Devi dare alla gente quello che vuole. Oggi conta solo il sangue e tu devi sanguinare, i lettori vogliono vedere che scrivi con il tuo sangue ma come se non fosse niente, sempre col sorriso in bocca. Devi far vedere quanto sei vincente, che non c’è uno più bastardo di te fuori. Nessuno come te. Ai perdenti non hanno mai aperto quelle porte. Fai quello che ti dico e ti porterò con me. Entrerai nel paradiso della scrittura anche tu. Ma devi fare solo quello che dico io. Capito? Ripeti! Non sento, ripeti “tu sei il mio dio”. Ripetilooooooooooooooooo! Non sento! Ripetilo! Ripetilooooooooo! Cazzo, cazzo! Ripetilooooooooooooooooo! Sono io il tuo dio! Sono io il tuo dio! Ascolta me!
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5 aprile 2010


fotografia

Qualcosa di me:

"Leggo troppo, scrivo poco e mi rimproverano di scrivere tanto. Adoro i libri ingialliti dal tempo, dimenticati ma con dentro la passione per tenerti sveglio nel cuore della notte. Sto dalla parte delle ferite di carta perché un libro vissuto è quello letto, magari in un momento difficile della vita, tanto da portarne i segni come fosse amore. Adoro anche la musica perché a volte annulla la relatività d’ogni pensiero imprigionato..."


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Un pensiero su "sono io il tuo dio"

  1. pibua :

    Bello, cazzo! :-)

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