Grandine

E se… se ogni cosa muore senza far troppe storie, se alla fine, dopo il punto e lo spazio, ogni frase è consunta dagli abusi di significato che vogliamo attribuire per forza agli intervalli di tempo sprecati nel ripetere gli stessi gesti, nel dire sempre le stesse cose…

Ci sono storie che si raccontano da sole e quelle che dobbiamo raccontare per ammobiliare le nostre case scomode, per ravvivare un po’ il calore delle nostra umanità tradita prima che arrivi il silenzio a farci rabbrividire, a lasciarci del tutto soli con la coscienza di noi…

Ci assale la notte in pieno giorno. Ci assale con le labbra tumefatte di parole di cui abbiamo smarrito oltre al senso anche il suono. Restiamo inermi, quasi senza volto e così senza niente da dire pensiamo che le valigie non sono mai pronte per andare così lontano, dentro ai confini dell’anima, senza immaginare quanto vicina sia questa intimità, così leggera da non appartenerci…

Nuvole bianche all’orizzonte, rotte ormai stanche di pensieri che volevano prendere il largo e invece… invece si è messo a suonare il pianoforte della mente per attutire il rumore delle ragioni sbagliate, per piegare le onde morbide del mare che, mosse dal vento, si accarezzano da sole e si lasciano andare, senza paura di trovarsi così lontano, così vicino… dentro ai confini dell’anima dove ha smesso di grandinare.

di Hermans Joseph Iezzoni .:.


Tuttti i diritti appartengono a H. J. IEZZONI .:. - Feed Rss

22 luglio 2012


fotografia

Qualcosa di me:

"Leggo troppo, scrivo poco e mi rimproverano di scrivere tanto. Adoro i libri ingialliti dal tempo, dimenticati ma con dentro la passione per tenerti sveglio nel cuore della notte. Sto dalla parte delle ferite di carta perché un libro vissuto è quello letto, magari in un momento difficile della vita, tanto da portarne i segni come fosse amore. Adoro anche la musica perché a volte annulla la relatività d’ogni pensiero imprigionato..."


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